IL PRIMO TENTIVO DI PRODURRE FANTASCIENZA TELEVISIVA CON STANDARD QUALITATIVI PARAGONABILI A QUELLI DI UNA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA.

Il clamore ottenuto da Star Wars (1977) influenzò profondamente la produzione cinematografica di fantascienza delle decadi successive. George Lucas aveva mostrato per la prima volta come una saga fantascientifica di ampio respiro potesse essere trasformata in un incredibile successo commerciale. Anche la fantascienza televisiva si lasciò suggestionare dal fascino, e soprattutto dalle prospettive economiche, di una tale operazione. Battlestar Galactica, trasmessa in Italia con il titolo Galactica, rappresenta il primo tentativo di produrre fantascienza con standard qualitativi paragonabili a quelli di una produzione cinematografica.

Dopo millenni di guerra con la razza dei Cyloni, il genere umano si trova alla vigilia di una storica conferenza di pace. Mentre la flotta di astronavi delle dodici colonie umane si sta recando alla conferenza, viene attaccata di sorpresa da migliaia di caccia cyloni. Contemporaneamente, le gigantesche basi stellari dei nemici radono al suolo i pianeti delle dodici colonie. I sopravvissuti si riuniscono in un convoglio formato da 220 navi scampate allʼattacco, e partono alla ricerca della misteriosa tredicesima colonia del genere umano: il pianeta Terra. Alla guida del convoglio cʼè la base stellare Galactica, lʼunico vascello del suo genere sfiggito allʼapocalittico attacco dei Cyloni.

Lʼavventura umana, come noi la conosciamo dagli albori della preistoria attraverso le esperienze degli egizi, dei greci, dei romani, passando per lʼoscuro Medioevo e lo splendido Rinascimento, fino allʼera atomica, è solo un piccolo tratto della strada dellʼuomo. Dallo sbarco del primo uomo sulla Luna nel secondo millennio dellʼera cristiana, lo spazio non è più nemico. Anzi, forse rappresenta lʼunica possibilità di vita, forse lʼunica possibilità di sopravvivenza per la specie umana. Forse…
– narrazione d’apertura

La serie fu creata da Glen A. Larson, che in precedenza aveva prodotto o creato diversi successi televisivi, tra cui Quincy e Lʼuomo da sei milioni di dollari. Larson si basò su una sceneggiatura intitolata Adamʼs Ark (Lʼarca di Adamo), scritta da lui stesso quasi dieci anni prima. Adamʼs Ark era stata concepita come episodio pilota di una serie televisiva, ma allʼepoca Larson non riuscì a destare lʼinteresse dei network e il progetto venne abbandonato. La premessa su cui avrebbe dovuto essere incentrata la serie ruota intorno al personaggio di un eccentrico miliardario, modellato sulla falsariga del leggendario imprenditore statunitense Howard Hughes. I migliori intelletti della Terra vengono invitati dal magnate Adam a una misteriosa riunione nel deserto, allʼinterno di un edificio dallʼaspetto futuristico. Durante la riunione, lʼedificio si alza in volo, rivelandosi unʼenorme astronave. I computer di Adam hanno infatti previsto che la Terra è ormai irrimediabilmente condannata allʼautodistruzione, che verrà causata da una catastrofe nucleare. Lʼastronave del miliardario rappresenta unʼArca futuribile, destinata a raggiungere e colonizzare nuovi mondi, portando con sé il meglio dellʼumanità. In Galactica il concetto venne in qualche modo ribaltato; la serie segue le avventure di un enorme convoglio di navi stellari alla ricerca del leggendario pianeta Terra.

Lʼaspetto religioso della serie è ispirata dal Libro di Abramo nel testo sacro Perla di gran prezzo: scrittura della chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, di cui Glen A. Larson creatore e produttore della prima serie e consulente nel remake è un appartenente, da cui viene estrapolata la credenza che lʼumanità abbia dei cicli di evoluzione e rigenerazione. Nella scrittura in questione sono nove gli “stadi” della Terra per ritornare a Kobol, nella serie lʼumanità è al quarto stadio: in primis Kobol, poi la Terra (la prima non la nostra), poi Caprica e alla fine la nostra Terra. Lo stesso testo sacro prevede lʼesistenza di molteplici dei, a base della “religione” in Galactica.

Galactica fu prodotta dalla Universal e acquistata dallʼemittente statunitense ABC. Originariamente, Larson aveva progettato un primo episodio speciale di tre ore seguito da altri due episodi doppi da due ore lʼuno Nel luglio del 1978, due mesi prima della messa in onda negli USA, lʼepisodio pilota venne distribuito come film per il cinema in Canada e in Europa. La versione cinematografica di questo episodio è lʼunica che abbia mai raggiunto lʼItalia. Il film riscosse un discreto successo, tanto che lʼABC decise di trasformare Battlestar Galactica in una vera e propria serie televisiva con cadenza settimanale. Il lancio dellʼepisodio pilota fu meticolosamente pianificato: ancor prima della sua messa in onda, nei negozi di giocattoli erano già comparsi i primi modellini di astronavi. Lʼesperienza di Guerre Stellari aveva insegnato a non sottovalutare i potenziali guadagni provenienti dal merchandising. Domenica 17 settembre 1978 il pubblico statunitense fu introdotto a una delle più costose e spettacolari serie televisive mai realizzate. Lʼepisodio pilota della durata di tre ore poteva vantare effetti speciali e modellini di qualità cinematografica, numerose riprese fatte in esterni, costumi e scenografie estremamente curati.

I protagonisti principali della serie sono il capitano Apollo ed il tenente Scorpion, entrambi piloti dei Viper, piccole navi da combattimento a corto raggio stanziate sulla base stellare Galactica. Apollo è il figlio di Adamo, comandante del Galactica e leader dei sopravvissuti. Adamo era uno dei membri del “Consiglio dei Dodici”, la massima autorità delle colonie umane. Nel secondo episodio della serie, Apollo sposa Serina, una delle sopravvissute allʼassalto dei Cyloni. Tuttavia, la loro unione sarà di breve durata, in quanto Serina rimarrà uccisa proprio in seguito ad un nuovo attacco nemico. Apollo decide allora di adottare suo figlio Boxey, uno degli altri protagonisti della serie. Boxey è accompagnato dal cane-robot Muffey (che di tanto in tanto interviene per risolvere alcune situazioni di pericolo). Per non lasciare Apollo senza una compagnia femminile, nellʼepisodio Galactica – Lʼattacco dei Cylon viene introdotta Sheba, un nuovo personaggio fisso. Sheba è la figlia del leggendario comandante Caino, a capo della base stellare Pegasus, e alla fine dellʼavventura si unisce allʼequipaggio della Galactica. La compagnia femminile non manca di certo a Scorpion. Durante il corso della serie allaccerà una relazione sentimentale con Cassiopea, che prima di unirsi allʼequipaggio della Galactica in qualità di infermiera era una “socializzatrice” (ovvero una prostituta). Scorpion è anche al centro delle attenzioni del tenente Athena, sorella di Apollo e adetta alle comunicazioni sul ponte di comando della Galactica. Completano il quadro dei protagonisti principali il colonnello Tigh, secondo in comando dopo Adamo, e altri due piloti amici di Apollo e Scorpion: il tenente Boomer e il sergente Jolly. Curiosamente, i nomi di due dei personaggi chiave della serie sono stati adattati per la versione italiana: in originale, “Adamo” è “Adama”, mentre il nome originale di “Scorpion” è “Starbuck”. I principali nemici della razza umana sono i Cyloni. Originariamente simili a rettili, evolvendosi queste creature hanno raggiunto un tale livello di tecnologia da incorporare nella propria società diversi classi di robot, tra cui quella dei lucenti guerrieri che si vedono pilotare i caccia nemici. Le origini biologiche sono ancora evidenti nel leader supremo dei Cyloni, dotato di una testa simile a quella di un cobra. Non tutti gli antagonisti sono di origine aliena. Lʼattacco a sorpresa che nellʼepisodio pilota provoca la distruzione delle colonie umane è stato possibile grazie al tradimento del conte Baltar, un membro del “Consiglio dei Dodici”. Baltar, tra alterne fortune, riuscirà a ricoprire anche ruoli di alto comando fra i Cyloni, minacciando in più occasioni la Galactica e la sua flotta.

Il vero punto di forza della serie è indubbiamente costituito dagli effetti speciali. Glen A Larson si avvalse dellʼesperienza di una dei migliori artisti del settore, John Dykstra, che solo un anno prima aveva vinto un premio Oscar per il rivoluzionario lavoro svolto in Star Wars. Dykstra, che abbandonò la serie dopo i primi episodi, riuscì a conferire alle astronavi di Galactica quel realismo nellʼaspetto e nei movimenti che rese memorabile la miriade di navi presenti in Star Wars; non a caso, le concitate battaglie spaziali della serie ricordano quelle del film di Lucas. Questa somiglianza non passò inosservata alla Twentieth Century Fox, detentrice dei diritti su Star Wars. Nel giugno 1978, prima ancora che la serie fosse trasmessa negli USA, la Fox e la Lucasfilm Ltd. Citarono in giudizio la Universal e la ABC per plagio. I legali della Fox evidenziarono 34 “somiglianze rilevanti” tra Star Wars e Galactica. Il giudice, dopo aver visionato entrambe le produzioni, aver letto il romanzo Star Wars (scritto da Lucas), e visionato un montaggio estratto dai principali film di fantascienza prodotti sino ad allora, decise che le somiglianze evidenziate non erano sufficienti per avallare il plagio, e la Fox perse la causa.

Grazie alla capillare campagna pubblicitaria, lʼepisodio pilota di Galactica ottenne degli altissimi indici dʼascolto. Anche nelle settimane successive, soprattutto in occasione degli episodi speciali i due parti, la serie riuscì a catturare lʼattenzione di un vasto pubblico. Tuttavia, il successo fu di breve durata. Il budget destinato ai singoli episodi non consentiva di raggiungere i livelli qualitativi degli esordi, mentre sul piano narrativo la serie procedeva in maniera sempre più confusa. Lʼidea originale di un legame fra lʼequipaggio della Galactica e le antiche civiltà terrestri, in particolare quella egizia, non fu approfondita; gli episodi sembravano mostrare un incoerente campionario delle teorie sullʼarcheologia spaziale rese popolari dallo scrittore Erich von Däniken. I personaggi, sia gli eroi che i malvagi, non vennero sviluppati, rimanendo poco più che stereotipi; gli statici (e decisamente poco intelligenti) guerrieri cyloni, con il loro singolo “occhio rosso” elettronico ondeggiante, sollevavano più ironie che paure. Anche gli effetti speciali iniziarono a a diventare ripetitivi: sempre più spesso venivano riutilizzate le sequenze prodotte dei primi episodi, adattandole di volta i volta alle circostanze; inoltre, lʼimpatto di tali sequenze sul piccolo schermo non poteva paragonarsi a quello cinematografico che si tentava di emulare. In definitiva, le grandi potenzialità insite nella premessa andarono sprecate: la fantascienza televisiva statunitense non era ancora matura per unire la sensibilità di Star Trek con i mezzi tecnici di Star Wars.

Con il passare degli episodi, lʼinteresse da parte del pubblico diminuì rapidamente, e con esso gli indici dʼascolto: pur rimanendo buoni, non raggiunsero i livelli eccezionali che un investimento come quello fatto su Galactica avrebbe richiesto. Infine, la serie si trovò ad affrontare un concorrente tanto insospettabile quanto letale: Mork e Mindy. Ironicamente, la serie che avrebbe di fatto decretato la chiusura di Galactica veniva trasmessa sempre dalla ABC. Mork e Mindy riscuoteva infatti un grande successo di pubblico e godeva di ottimi indici dʼascolto, con un costo assolutamente ridicolo se paragonato a quello di Galactica. I dirigenti della ABC videro in Mork e Mindy il connubio ideale tra fantascienza, buoni indici dʼascolto e costi contenuti. Galactica fu chiusa al termine della prima stagione, mentre Mork e Mindy (precedentemente trasmessa il giovedì sera) venne programmata al suo posto, la domenica sera; la decisione non avrebbe tuttavia portato fortuna al simpatico alieno proveniente da Ork.

La chiusura di Galactica provocò molta delusione tra i telespettatori più fedeli, tanto che la ABC ricevette numerose lettere di protesta. Larson era altrettanto ameraggiato dalla fine prematura del suo progetto; il produttore sperava di coinvolgere il noto scrittore di fantascienza Isaac Asimov in qualità di consulente per la seconda stagione, in modo da correggere i difetti palesati dalle storie. Larson riuscì infatti a convincere la ABC a realizzare almeno un film per la TV che concludesse la vicenda della serie. Questo spunto si sviluppò in seguito in una completa revisione del format di Galactica; il progetto del film venne trasformato in un episodio speciali in tre parti. Il budget allocato era di gran lunga inferiore rispetto agli episodi precedenti; inoltre, alla produzione venne assegnata la fascia preserale del palinsesto, generalmente riservata ad un pubblico più giovane. Malgrado i rilevamenti demografici mostrassero il contrario, la ABC aveva sempre considerato Galactica come una serie per ragazzi. La nuova collocazione impose alcune restrizioni a Larson: gli eventuali contenuti violenti dovevano essere estremamente limitati, e la storia narrata avrebbe dovuto risultare in qualche modo “educativa”. Larson sperava di poter riunire tutto il cast originale, ma solo Lorne Greene, interprete di Adamo, e Herber Jefferson, il tenente Boomer, diedero la loro disponibilità. Larson fu quindi costretto a ideare una nuova ambientazione e dei nuovi personaggi. La storia si svolge circa trentʼanni dopo la serie originale. I protagonisti sono ancora due piloti dei Viper, il capitano Troy e il tenente Dillon (Troy è in realtà Boxey da adulto). La Galactica è sempre guidata da Adamo, affiancato, oltre che dal colonnello Boomer, da un misterioso ragazzo dallʼintelletto molto evoluto, conosciuto come dottor Zee. La base stellare e la sua flotta hanno finalmente raggiunto lʼagognata tredicesima colonia, ovvero la Terra. Tuttavia, Adamo scopre che il livello tecnologico dei terrestri è ancora primitivo, e non consentirebbe al pianeta di opporre resistenza in caso di attacco cylone. Temendo che anche la flotta nemica (che si trova sempre allʼinseguimento della Galactica) posa scoprire la posizione della Terra, Adamo decide di allontanarsi con le sue navi. Nel frattempo, invia Troy e Dillon sulla Terra con il compito di contattare uno scienziato, il quale potrebbe rivelarsi utile per aumentare gradatamente il progresso tecnologico dei terrestri. Il comandante Xavier, uno scienziato rinnegato della Galactica, vorrebbe accelerare questo processo: allʼinsaputa di Adamo, compie un viaggio nel tempo fino allʼepoca della Germania Nazista, con lo scopo di alterare la storia introducendo anzitempo pericolose innovazioni tecnologiche. Lʼepisodio in tre parti riscosse un buon successo di pubblico, tanto che la ABC commissionò una nuova serie televisiva, battezzata Galactica 1980. I dirigenti del network diedero solo un mese di tempo allo staff tecnico per mettere insieme la produzione. Nelle intenzioni di Larson, questa “reincarnazione” di Galactica avrebbe dovuto essere incentrata sulle avventure di Troy e Dillon, aiutati dalla giornalista terrestre Jamie Hamilton, per tentare di fermare Xavier in varie epoche storiche della Terra. I dirigenti della ABC avevano però altri progtti: volendo attirare una fascia di pubblico molto giovane, chiesero a Larson di inserire dei bambini tra i protagonisti. Le premesse di Galactica 1980 furono dunque nuovamente modificate. Gli episodi che seguirono sono incentrati sugli sforzi di Troy e Dillon, sempre aiutati dalla Hamilton, di nascondere un gruppo di bambini della Galactica sulla Terra. Lʼimpresa non è semplice come può apparire, in quanto i bambini, nati e cresciuti in un ambiente artificiale, sulla Terra sono dotati di una forza fisica straordinaria. Galactica 1980 si rivelò un completo fallimento, sia in termini qualitativi che di ascolti, tanto che fu chiusa dopo soli dieci episodi. Non solo i fan della serie, ma persino i responsabili della produzione la considerano oggi come un tentativo maldestro di recuperare lʼinvestimento perduto con Galactica. Ironicamente, lʼunica storia degna di nota in questa seconda serie è proprio lʼultima (Bentornato Scorpion), nel quale lʼattore Dirk Benedict torna nei panni del tenente Scorpion. Nellʼepisodio, il dottor Zee racconta ad Adamo uno strano sogno, nel quale vengono svelate le sue origini e si scopre quale sorte è toccata a Scorpion.

La trasmissione dellʼultimo episodio di Galactica 1980 sembrò segnare la fine della saga spaziale delle Dodici Colonie, ma la resistenza di questa serie si è rivelata paro alla stolida tenacia con cui i Cyloni perseguitavano la razza umana. Dalle “ceneri” di Galactica, Larson realizzò lʼanno successivo (sempre per la Universal) unʼaltra serie di fantascienza avventurosa, Buck Rogers. Nel decennio che seguì videro la luce numerose altre produzioni targante Glen A. Larson destinate a raccogliere il favore del pubblico, come Supercar e Magnum P.I. Tuttavia Galactica restava lʼopera più ambiziosa mai intrapresa dal produttore statunitense; incapace di rassegnarsi al clamoroso fallimento della serie, Larson fece ulteriori tentativi per riportare in vita la sua creazione. Allʼinizio degli anni 90 venne avviato il lavoro preliminare sul progetto di una nuova versione di Galactica, tanto che trapelarono le prime voci sui possibili attori che avvrebbero fatto parte del cast (era necessario trovare almeno un nuovo interprete per Adamo, in quanto Lorne Greene era deceduto nel 1987). Larson sperava di attirare lʼattenzione della Fox sfruttando una grande convention dedicata alla serie, organizzata in occasione del quindicesimo anniversario della messa in onda del primo episodio. Anche per problemi organizzativi, la convention non riscosse il successo sperato: malgrado la presenza di tutti gli attori principali e di alcuni degli artisti che avevano lavorato dietro le quinte, lʼaffluenza di pubblico fu limitata e il progetto di Larson di conseguenza accantonato. Negli anni successivi, Richard Hatch, lʼinterprete di Apollo, decise di prendere lʼiniziativa personalmente affinché Galactica potesse tornare sugli schermi. Dopo aver collaborato alla stesura di un romanzo ispirato alla saga (Battlestar Galactica: Armageddon, 1998) e avviato una campagna di raccolta fondi via Internet, nel 1998 lʼattore produsse un vero e proprio trailer per una nuova serie di Galactica. Intitolato Battlestar Galactica – The Second Coming, il breve filmato può vantare effetti speciali digitali allo stato dellʼarte e la partecipazione di diversi attori apparsi nella serie originale. Oltre allo stesso Hatch, vi compaiono John Colicos (il conte Baltar), Jack Stauffer (Bojay) e Richard Lynch (il comandante Xavier). Il trailer, che tra lʼaltro introduce fugacemente una nuova generazione di Cyloni, è stato mostrato in diverse convention dedicate alla fantascienza nel corso del 2000, riscuotendo un notevole successo tra i fan della serie (in Italia è stato proiettato per la prima volta il 23 marzo 2003, in occasione della 17° Convention dello Star Trek Italian Club). Contemporaneamente, anche Larson aveva intrapreso una nuova iniziativa per riportare in vita Battlestar Galactica, del tutto indipendente dagli sforzi di Hatch. Nella visione di Larson, la serie avrebbe dovuto seguire le avventure del comandante Caino e della base stellare Pegasus; non era comunque prevista la partecipazione degli atori del cast originale. Tuttavia, né il tentativo di Hatch, né quello di Larson hanno avuto seguito. La lunga “saga” del ritorno di Galactica era lontana dalla conclusione. Il 22 febbraio 2001 gli appassionati della serie sono stati nuovamente scossi da un annuncio ufficiale da parte della Universal: il regista Bryan Singer e il produttore Tom DeSanto, forti del recente successo della trasposizione cinematografica degli X-Men (2000), avrebbero realizzato un nuovo episodio pilota di Battlestar Galactica che sarebbe stato trasmesso dalla Fox. Nei mesi successivi si susseguirono voci e smentite su quale scenario avrebbe fatto da ambientazione alla nuova serie, finché nel novembre dello stesso anno il progetto venne dichiarato sospeso sia da Singer che da DeSanto.

La notizia definitiva del ritorno di Battlestar Galactica sugli schermi è infine giunta nel marzo 2003. Lo Sci-Fi Channel, lʼemittente televisiva statunitense dedicata alla fantascienza, infatti annuncia ufficialmente la produzione di una miniserie in due parti incentrata sulla saga. La sceneggiatura è stata affidata a Ronald D. Moore, largamente conosciuto per il lavoro svolto alla produzione di Roswell, nonché come produttore e sceneggiatore in due spin-off di Star Trek: Star Trek: The Next Generation e Star Trek: Deep Space Nine. Come dichiarato dallo stesso Moore, questa nuova incarnazione non sarà un seguito, ma una rivisitazione della saga, fedele allʼidea originale di Larson. La storia sarà nuovamente incentrata sulla ricerca da patte della base stellare Galactica, perennemente inseguita dai Cyloni, della misteriosa tredicesima colonia del genere umano. Una delle differenze principali rispetto alla serie originale è proprio relativa alla razza dei Cyloni: in questa nuova versione si apprende che essi furono originariamente creati dallʼuomo per essere utilizzati come forza lavoro. Questi esseri artificiali si sono ribellati ai loro creatori, uccidendo milioni di esseri umani in una sola notte. Dopo una strenua lotta, gli uomini sono riusciti a esiliare le loro creature ribelli nello spazio, ma queste, più forti di prima, sono ora tornate allʼattacco. A questa nuova generazione di Cyloni appartengono tra lʼaltro degli androidi del tutto simili agli umani. Il cast principale è composto da Edward James Olmos nel ruole di Adamo, Jamie Bomber nel ruolo di Apollo e lʼattrice Katee Sackhoff nel ruolo di Scorpion (che in questa occasione è una donna). Nessun membro del cast originale appare in questa nuova incarnazione, diretta dal regista Michael Rymer. Nelle intenzioni dei produttori la serie è estremamente realistica, al punto che, forse per la prima volta della fantascienza filmata, le battaglie spaziali saranno prive di effetti sonori; secondo i principi della fisica il suono non si propaga nel vuoto dello spazio (un dato di fatto comunemente sacrificato in nome della spettacolarità). Non sorprende inoltre il desiderio da parte degli autori di distinguere quanto più possibile questa produzione dalle atmosfere di Star Wars. Le due parti che compongono la miniserie, entrambe della durata di due ore, sono state programmate dallo Sci-Fi Channel per il 7 e lʼ8 dicembre 2003. Quello che seguì è entrato nella storia della fantascienza televisiva…

In Italia le sue serie hanno assunto lo stesso titolo, Galactica, e sono spesso state trasmesse come unʼunica produzione. Né lʼepisodio pilota, né il doppio episodio Galactica – Lʼattacco dei Cylon sono stati inclusi nel pacchetto della serie, e sono sempre stati trasmessi separatamente da essa (e comunque esclusivamente nella versione cinematografica). Battlestar Galactica è stata trasmessa per la prima volta su Canale 5, il giovedì alle 19:30, nellʼottobre del 1982. Galactica 1980 è giunta invece nel settembre dellʼanno successivo, sempre su Canale 5, questa volta con cadenza giornaliera. In questʼoccasione, lʼepisodio pilota della seconda serie venne trasmesso per ultimo. I due film (ovvero le versioni per il cinema di Battaglie nella galassia e di Galactica – Lʼattacco dei Cylon) furono trasmessi in TV per la prima volta da Italia 1, nel Marzo del 1985, in due serate successive. In seguito, la serie è approdata sul circuito delle emittenti locali. Nel 1999 Galactica è stata trasmessa dallʼemittente satellitare Canal Jimmy. Anche in questa occasione i due film sono stati trasmessi separatamente dal resto della serie, in unʼunica serata del febbraio 2001.

Credits

Titolo originale: Battlestar Galactica – Nazione: USA – Anno: 1978-79 – Stagioni/Episodi: 1/21 (1 episodio da 180′ + 1 episodio da 120′ + 19 episodi da 50′ – colore) – Creata da: Glen A. Larson – Prodotta da: Glen A. Larson, Donald P. Bellisario, John Dykstra, Paul Playdon, David OʼConnell in associazione con Universal Television – Effetti speciali: John Dykstra, Karl Miller, Joe Gross – Effetti sonori: Peter Berkos, MPSE – Effetti elettronici: John Peyser jr. – Effetti ottici: Universal Title – Costumi: Jean-Pierre Dorleac – Scenografie: John E. Chilberg – Musiche: Stu Phillips – Tema musicale: Glen A. Larson, Stu Phillips, eseguito dalla Los Angels Philharmonic Orchestra – Edizione italiana a cura di C.D. Cooperativa doppiatori.
Cast fisso. Comandante Adamo: Lorne Greene – capitano Apollo: Richard Hatch – tenente Scorpion; Dick Benedict – colonnello Tigh: Terry Carter – tenente Boomer: Herbert Jefferson Jr. – tenente Athena: Maren Jesen – Boxey: Noah Hathaway – Cassiopea: Laurette Spang – sergente Jolly: Tony Swartz – Conte Baltar: John Colicos – caporale Rigel: Sarah Rush – ufficiale di volo Omega: David Greenan – tenente Sheba: Anne Lockhart – capo dellʼImpero Cylone: Dick Durock – Lucifero: Felix Silla – Lucifero (voce): Jonathan Harris.

Titolo originale: Galactica 1980 – Nazione: USA – Anno: 1980 – Stagioni/Episodi: 1/10 (50′ – colore) – Creata da: Glen A. Larson – Prodotta da: ABC TV Productions in associazione con Glen A. Larson Productions e Universal MCA – Effetti speciali: Wayne Smith, David Gerber – Modelli: Universal Hartland – Scenografie: Sherman Loudermilk – Musiche: Stu Phillips – Tema musicale: Glen A. Larson, Stu Phillips. Cast fisso. Comandante Adamo: Lorne Greene – capitano Troy: Kent McCord – tenente Dillon: Barry Van Dyke – Jamie Hailton: Robyn Douglas – dottor Zee: Robbie Rist (episodi 01/03), Patrick Stuart – colonello Boomer: Herbert Jefferson Jr. – colonello Sydell: Alan Miller – Brooks: Fred Holliday – Xavier: Richard Lynch (episodi 01/03), Jeremi Brett (episodio 06).

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