UN OTTIMO EQUILIBRIO TRA COMPONENTI IN APPARENZA INCOMPATIBILI (COMMEDIA, DRAMMA E MONSTER MOVIE).

Dal momento che la recensione che segue contiene qualche spoiler, vi consiglio di saltarla a piè pari e goderselo senza preconcetti.

A causa di un esaurimento nervoso e dei suoi problemi di alcolismo, Gloria (Anne Hathaway) ha perso sia il fidanzato che il lavoro a New York. Per rimettersi in sesto, decide di tornare nella sua città natale, dove trova l’amico d’infanzia Oscar (Jason Sudeikis). Oscar le dà una mano a rimettere su casa e la assume come barista nel suo locale. Il ritorno di Gloria in città coincide con l’apparizione di un kaiju dalle sembianze godzillesche che inizia a devastare Seoul, per poi svanire nel nulla. Ben presto, Gloria si rende conto che le apparizioni del kaiju sono legate al suo stato mentale, e che l’unico modo per evitare che il suo alter-ego gigante provochi morte e distruzione è quello di trovare equilibrio psicologico e affettivo nella sua vita. Le cose si complicano quando Oscar fa capire a Gloria che la sua amicizia è tutt’altro che disinteressata, perché un secondo mostro (stavolta un robot gigante) appare a Seoul con intenzioni bellicose.

– Gloria: «Che figata! Queste persone ci stanno guardando.»
– Oscar (guardando le ragazze al tavolo accanto): «Ciao. Lei è il mostro; Io sono il robot.»

Guarda un po’ chi si rivede? Nacho! Nacho Vigalondo, era un pezzo che non lo vedevo più in giro quel matto di uno spagnolo, dal 2014 per la precisione, quando era impegnato a dirigere un segmento di V/H/S: Viral, che prevedeva universi paralleli che sembravano usciti dalla tavole di Devilman, ma forse l’omaggio a Go Nagai l’ho visto solo io, visto che il film in se era tutto tranne che rose e fiori.

Se devo essere onesto, io il buon Nacho non lo capisco tanto, nel senso che non riesco bene a capire che tipo di regista vorrebbe essere da grande, il suo esordio Timecrimes (2007) era micidiale, atmosfere quasi da horror prestate ad un tutto sommato riuscito intreccio di paradossi temporali che, però, a distanza di dieci anni dalla sua uscita, resta anche il lavoro migliore di Vigalondo e quando il tuo film migliore è quello d’esordio, vuol dire che potresti avere un problema Houston. Sorvolando sul suo episodio A Is For Apocalypse visto nel primo The ABCs of Death (2012), è stato chiaro fin da Open Windows (2014) che il nostro spagnolo barbuto vorrebbe tanto dirigere gli attori famosi, in quel suo scombinato thrillerino tutto ambientato sulle finestre di un PC, ha potuto contare su Elijah Wood e Sasha Grey che cerca disperatamente di passare per un’attrice non pornografica, ma con risultati comunque pornografici, anche tenendosi tutti i vestiti addosso. Contrariamente a molti dei suoi connazionali, Nacho Vigalondo non ha mai abboccato ai richiami delle sirene hollywoodiane, rimanendo ben piantato nella sua idea di cinema trasversale e di nicchia, inaugurata con Timecrimes e proseguita con Extraterrestre e Open Windows. Confesso che il suo cinema sghembo non mi ha mai convinto più di tanto, ma è arrivato il momento di chiedergli scusa, perché Colossal è una delle sorprese più piacevoli degli ultimi anni.

Con un’idea di partenza così folle si poteva facilmente finire nel ridicolo, ma qui il regista opera un piccolo miracolo: non solo riesce a trovare un ottimo equilibrio tra componenti in apparenza incompatibili (commedia, dramma e monster movie), ma con pochi mezzi a disposizione, e un cast azzeccatissimo, ci fa realmente credere in questa favola agrodolce. Da parte mia, non ho nessuna intenzione di aggiungere una sola riga in più su quello che succede, una parte del divertimento di Colossal sta proprio nello scoprire se le sbronze di Gloria e il kaiju coreano hanno davvero un legame e se sì come. Poi va da sé che gran parte del merito va alla splendida Anne Hathaway (una che ti fa innamorare anche quando è di spalle), ma bisogna avere fegato e talento per proporre quella che potremmo definire come una versione romantica, stralunata e minimalista di Pacific Rim. In un mondo ideale, questo dovrebbe essere il film per far sognare e riflettere sull’amore. Nel mondo reale, ahimè, tocca sorbirci Bridget Jones.

Dan Stevens non fa un cacchio, ha il ruolo che sarebbe quello della fidanzata «devi mettere la testa a posto» dei personaggi che di solito sono interpretati dagli Owen Wilson/Vince Vaughn/qui-vi-pare-a-voi di questo mondo. Evidentemente, il ragazzo era alla ricerca di un ruolo di tutto riposo dopo le multiple-fatiche di Legion. Per assurdo, quello che tiene su tutto il film è Jason Sudeikis, il suo Oscar è il classico amicone con cui uscire a bere, ma anche un personaggio tragico, quasi drammatico, un attore di minore talento non sarebbe stato in grado di gestire così bene gli scarti di tono (e i quarti di luna) di un personaggio di questa tipologia, Sudeikis e se tutto quello che vediamo sullo schermo (mostri giganti compresi) sono credibili è quasi tutto merito suo. Capisco perché la serie TV The Last Man On Earth ha ormai perso totalmente di interesse da quando lui non fa più parte del cast, il ragazzo è in rampa di lancio, ormai gioca in serie A.

Non ho ancora capito cosa vuole fare davvero Nacho Vigalondo da grande, pare che non possa rinunciare all’elemento fantastico e il più delle volte sbraga nel tentare di gestirlo, questo film ha la possibilità di crollare su se stesso tante volte e clamorosamente non lo fa mai, se vi sentite in vena di uno stranissimo film indipendente americano, diretto da uno spagnolo e con i mostri giapponesi, mettetevi comodi, dategli una chance e Colossal vi incanterà.

Nacho Vigalondo

Originario di Cabezón de la Sal, Spagna, si è laureato in comunicazione visiva all’Università dei Paesi Baschi. Ha esordito nel 2007 con Timecrimes, a cui sono seguiti Extraterrestre (2011) e Open Windows (2014), suo primo film girato negli USA. È anche un attore.

Credits

Titolo originale: id. – Paese di produzione: CAN/SPA – Anno: 2016 – Durata: 110′, colore, sonoro – Genere: kaiju eiga – Regia: Nacho Vigalondo – Sceneggiatura: Nacho Vigalondo – Fotografia: Eric Kress – Scenografia: Sue Chan.
Cast. Anne Hathaway: Gloria – Jason Sudeikis: Oscar – Dan Stevens: Tim.

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